Il presidente di Assofond risponde al Sole 24 Ore
«Le fonderie italiane stanno affrontando una fase estremamente complessa. In questo contesto, parlare di possibile recessione come ha fatto il ministro Giorgetti non significa evocare uno scenario futuro, ma descrivere una condizione che il settore vive da oltre due anni.
Per affrontare l'attuale crisi energetica e di fronte a un’eventuale escalation geopolitica, servono interventi strutturali che da tempo chiediamo e che ancora non si vedono all’orizzonte: un reale disaccoppiamento tra prezzo del gas ed elettricità, una revisione del funzionamento del mercato europeo dell’energia, una revisione degli strumenti ETS e CBAM per evitare effetti distorsivi sulla manifattura energivora europea, un quadro più stabile di politica economica che consenta di sostenere gli investimenti industriali in una fase di elevata incertezza».
È la riflessione di Fabio Zanardi, Presidente di Assofond, intervistato dal Sole 24 Ore (vedi allegato). «I nostri margini sono strutturalmente contenuti e ora ulteriormente compressi dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime. Il differenziale di prezzo dell’energia rispetto agli altri Paesi europei continua a penalizzare la competitività delle nostre imprese. Un aggravamento della già instabile situazione geopolitica rischierebbe di peggiorare ulteriormente la situazione».