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BDI, Confindustria e Medef unite per la riforma dell'ETS
9/07/2026

Le organizzazioni industriali alla Commissione Ue: "Decarbonizzare senza perdere l'industria"

Le confederazioni industriali BDI (Germania), Confindustria (Italia) e MEDEF (Francia) hanno pubblicato una dichiarazione congiunta sulla revisione dell'EU Emissions Trading System (ETS), definendola "una delle decisioni di politica industriale e climatica più importanti dell'attuale mandato europeo". Il documento arriva nel pieno della fase negoziale che porta alla revisione del sistema per il periodo post-2030 e rappresenta un significativo posizionamento comune dei tre maggiori sistemi industriali dell'Unione su questo dossier.

La dichiarazione richiama esplicitamente lo studio del CESISP dell'Università di Milano-Bicocca (clicca qui per consultarlo) curato dal prof. Massimo Beccarello, che Assofond - insieme alle altre associazioni che rappresentano le imprese energivore — ha sostenuto nella realizzazione e che evidenzia come tra il 2013 e il 2024 la riduzione più consistente delle emissioni industriali europee sia derivata dalla chiusura di impianti (-14,6% delle installazioni manifatturiere soggette a ETS) più che da un'effettiva trasformazione tecnologica, con gli impianti rimasti operativi mediamente all'80% della capacità.

A partire da questo dato e dalle altre evidenze contenute nello studio, BDI, Confindustria e MEDEF indicano sei priorità per la revisione del sistema:

  1. Allineare la traiettoria dell'ETS alle realtà industriali e garantire un'equa ripartizione
    degli sforzi climatici
    , rivedendo il Fattore Lineare di Riduzione sulla base della reale disponibilità di tecnologie e infrastrutture, e garantendo un'equa ripartizione degli sforzi climatici tra settori.
  2. Riformare la Market Stability Reserve per garantire un equilibrio "sano del mercato", correggendone la natura pro-ciclica e ponendo fine alla cancellazione automatica delle quote in riserva.
  3. Rafforzare la protezione contro il Carbon Leakage attraverso un CBAM più efficace, la proroga della compensazione dei costi indiretti oltre il 2030 e il mantenimento dell'allocazione gratuita dopo il 2034 per i settori ancora esposti.
  4. Vincolare i ricavi ETS alla decarbonizzazione industriale, rafforzando gli strumenti di finanziamento europei (Fondo per la Competitività, Innovation Fund, Industrial Decarbonisation Bank).
  5. Introdurre flessibilità senza sacrificare l'integrità ambientale, valutando crediti internazionali di alta qualità e meccanismi di cattura e rimozione della CO2.
  6. Rivedere il perimetro di applicazione del sistema, escludendo l'estensione dell'ETS a trasporto marittimo e aviazione oltre i quadri internazionali già esistenti.

Il messaggio di fondo, condiviso dalle tre associazioni, è che ambizione climatica e competitività industriale devono procedere insieme: "L'Europa deve decarbonizzare la propria economia senza perdere la propria industria". Una posizione che converge pienamente con le richieste che Assofond e la federazione europea EFF portano avanti a livello europeo.