Le organizzazioni industriali alla Commissione Ue: "Decarbonizzare senza perdere l'industria"
Le confederazioni industriali BDI (Germania), Confindustria (Italia) e MEDEF (Francia) hanno pubblicato una dichiarazione congiunta sulla revisione dell'EU Emissions Trading System (ETS), definendola "una delle decisioni di politica industriale e climatica più importanti dell'attuale mandato europeo". Il documento arriva nel pieno della fase negoziale che porta alla revisione del sistema per il periodo post-2030 e rappresenta un significativo posizionamento comune dei tre maggiori sistemi industriali dell'Unione su questo dossier.
La dichiarazione richiama esplicitamente lo studio del CESISP dell'Università di Milano-Bicocca (clicca qui per consultarlo) curato dal prof. Massimo Beccarello, che Assofond - insieme alle altre associazioni che rappresentano le imprese energivore — ha sostenuto nella realizzazione e che evidenzia come tra il 2013 e il 2024 la riduzione più consistente delle emissioni industriali europee sia derivata dalla chiusura di impianti (-14,6% delle installazioni manifatturiere soggette a ETS) più che da un'effettiva trasformazione tecnologica, con gli impianti rimasti operativi mediamente all'80% della capacità.
A partire da questo dato e dalle altre evidenze contenute nello studio, BDI, Confindustria e MEDEF indicano sei priorità per la revisione del sistema:
- Allineare la traiettoria dell'ETS alle realtà industriali e garantire un'equa ripartizione
degli sforzi climatici, rivedendo il Fattore Lineare di Riduzione sulla base della reale disponibilità di tecnologie e infrastrutture, e garantendo un'equa ripartizione degli sforzi climatici tra settori. - Riformare la Market Stability Reserve per garantire un equilibrio "sano del mercato", correggendone la natura pro-ciclica e ponendo fine alla cancellazione automatica delle quote in riserva.
- Rafforzare la protezione contro il Carbon Leakage attraverso un CBAM più efficace, la proroga della compensazione dei costi indiretti oltre il 2030 e il mantenimento dell'allocazione gratuita dopo il 2034 per i settori ancora esposti.
- Vincolare i ricavi ETS alla decarbonizzazione industriale, rafforzando gli strumenti di finanziamento europei (Fondo per la Competitività, Innovation Fund, Industrial Decarbonisation Bank).
- Introdurre flessibilità senza sacrificare l'integrità ambientale, valutando crediti internazionali di alta qualità e meccanismi di cattura e rimozione della CO2.
- Rivedere il perimetro di applicazione del sistema, escludendo l'estensione dell'ETS a trasporto marittimo e aviazione oltre i quadri internazionali già esistenti.
Il messaggio di fondo, condiviso dalle tre associazioni, è che ambizione climatica e competitività industriale devono procedere insieme: "L'Europa deve decarbonizzare la propria economia senza perdere la propria industria". Una posizione che converge pienamente con le richieste che Assofond e la federazione europea EFF portano avanti a livello europeo.