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Caro materie prime: un freno per la ripresa
17/03/2021

Il tema al centro di Scenari & Tendenze (Confindustria Brescia)

 

Prezzi alle stelle per le materie prime della metallurgia e dell’industria plastica. Assofond ha lanciato l’allarme su più fronti fin dall’inizio dell’anno – ultimo in ordine di tempo il Corriere della Sera – ora l’eco è giunta sui territori. La 34 esima edizione di Scenari & Tendenze, l’appuntamento periodico organizzato da Confindustria Brescia e dalla locale Camera di commercio, ha messo in evidenza proprio le difficoltà che sta incontrando l’intero manifatturiero locale. Il minerale di ferro è cresciuto dell’80%, il rame del 95%, il nichel dell’82%, zinco e ottone, a loro volta basilari per i processi metallurgici, del 50%, il rottame per tondo, travi e laminati del 70%, il nastro d’acciaio (coils) per le lamiere dell’85%. Etilene e propilene, fondamentali per le produzioni plastiche, sono aumentati tra il 40 e il 70% arrivando al massimo storico. «I rincari sono pesanti e non si tratta nemmeno solo di quelli». Ha spiegato Achille Fornasini, di Siderweb. «Oltre alle speculazioni sui prezzi attuate da chi le detiene, prima tra tutti la Cina, le imprese stanno facendo i conti con la penuria di offerta per la chiusura di molte miniere, causa Covid, e per il freddo che ha bloccato gli impianti petroliferi del Texas».

Notizie poco incoraggianti, insomma, per un ecosistema produttivo che è riuscito a parare in qualche maniera il contraccolpo della pandemia. Per quanto l’Ufficio Studi di Confindustria Brescia riveli che l’emergenza sanitaria abbia mandato in fumo dieci anni di progressi del made in Brescia, vuoi per il Recovery Plan o per la resilienza che fa parte del Dna degli imprenditori bresciani, il territorio si manteneva in una posizione di cauto ottimismo. Ora, con il problema materie prime, lo scenario potrebbe davvero volgere al brutto.

«Ad accendere una luce in fondo al tunnel potrebbe essere il governo degli Stati Uniti».  Ha ricordato Andrea Beretta Zanoni, dell’Università di Verona. Biden è fautore di un piano di aiuti di quasi 2mila miliardi di dollari. «Un riflesso virtuoso sull’economia europea è quasi inevitabile».