Inclusione nel perimetro di molti getti di fonderia ed estensione dei fondi per la decarbonizzazione: ecco cosa prevede il testo approvato dall'Eurocamera
Martedì 15 settembre 2026 il Parlamento europeo ha votato le due proposte di revisione e rafforzamento del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) presentate dalla Commissione europea nel dicembre 2025, incentrate rispettivamente sull’estensione dell'ambito di applicazione ai beni a valle e alle misure antielusione (proposta COM(2025)0989 del 17/12/2025) e sull’istituzione del Fondo Temporaneo per la Decarbonizzazione (proposta COM(2025)0990 del 17/12/2025).
Il testo approvato dal Parlamento stabilisce l’inclusione nel perimetro del CBAM di 42 nuovi codici doganali che identificano getti di fonderia. Si tratta di un grande risultato ottenuto dalla nostra associazione e dalla Federazione Europea delle Fonderie (EFF) che, fin dall’entrata in vigore del CBAM, hanno lavorato per garantire un’adeguata tutela ai nostri prodotti contro la concorrenza extra-UE.
Il risultato ottenuto: un freno alla concorrenza sleale
Nella sua versione iniziale, il CBAM copriva un numero del tutto marginale e insufficiente di codici doganali relativi ai getti di fonderia, lasciando le nostre imprese esposte a forti rischi competitivi. Assofond ed EFF hanno presentato e sostenuto con forza emendamenti mirati per correggere questa stortura. L'esito è stato uno straordinario successo: dei 58 nuovi codici doganali che avevamo proposto per sanare la situazione, il Parlamento ne ha accolti ben 42.
Questo significa che, con l'entrata in vigore prevista per il 1° gennaio 2028, a meno di una marcia indietro a seguito dei negoziati con Consiglio e Commissione, buona parte dei getti importati da Paesi extra-UE sarà soggetta al meccanismo di adeguamento del carbonio.
Le novità sui fondi e le misure di sostegno
L'azione congiunta ha portato risultati positivi anche su altri fronti strategici:
- Fondo Temporaneo per la Decarbonizzazione (TDF): gli eurodeputati hanno chiesto di anticipare l'avvio del fondo al periodo 2027-2029 (invece del 2028), ampliando la platea dei beneficiari.
- Sostegno ai settori colpiti: al posto dell'esenzione prevista dall'art. 27-bis, il Parlamento propone di reindirizzare i proventi del CBAM direttamente per sostenere i settori manifatturieri europei impattati dalla misura.
Il nodo delle materie prime
Tra i nostri obiettivi primari vi era anche l'esclusione dal CBAM di alcune materie prime fondamentali per il nostro ciclo produttivo (ghisa in pani, lingotti di alluminio, ferro-cromo, ferro-manganese e ferro-nichel).
Su questo punto specifico, il Parlamento non ha approvato i nostri emendamenti. Non si tratta di una bocciatura nel merito delle nostre istanze, ma di una dinamica legata all'impostazione politica di questa specifica revisione: la Commissione e il Parlamento hanno infatti lavorato con il mandato di estendere il perimetro del CBAM ai beni a valle e introdurre misure antielusione, mostrandosi quindi politicamente chiusi a qualsiasi richiesta che ne riducesse l'ambito di applicazione. Questo stop momentaneo non ferma la nostra azione: riproporremo con forza l'istanza di esclusione in occasione della prossima proposta di modifica del regolamento.
I prossimi passi
Il percorso legislativo non è concluso. La posizione del Parlamento sarà ora oggetto del Trilogo, ovvero il negoziato finale con il Consiglio e la Commissione Europea. Assofond si è già attivata presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) affinché il Governo italiano difenda in sede di Consiglio l'inclusione dei nostri codici doganali e sostenga un ulteriore ampliamento dei getti soggetti a tutela.
Clicca qui per leggere il comunicato stampa del PE e il testo adottato.