«Il regolamento rischia di penalizzare l’industria europea»
La European Foundry Federation (EFF) ha incontrato a Bruxelles Patrice Pillet, membro del Gabinetto del Commissario Wopke Hoekstra (Dg CLima), per ribadire che il Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam), nella sua attuale impostazione, rischia di danneggiare proprio quell’industria europea che la politica climatica dovrebbe invece proteggere. Al tavolo era presente anche il presidente di Assofond, Fabio Zanardi, in qualità di vicepresidente EFF.
Le fonderie rappresentano un settore strategico per l’Europa, pilastro di filiere fondamentali come la difesa, l’automotive e la transizione energetica. Esporle a distorsioni competitive non riduce le emissioni globali, ma sposta semplicemente la produzione fuori dall’Ue, con gravi rischi di carbon leakage.
Durante l’incontro, i rappresentanti della EFF hanno evidenziato tre criticità principali: l’inclusione di materie prime senza alternative europee, l’asimmetria tra input e prodotti finiti e la mancata coerenza temporale tra Ets e Cbam.
Per questo l’organizzazione ha chiesto tre correttivi mirati: prorogare il periodo di transizione, sospendere l'applicazione del Cbam alle materie prime che non sono prodotte in quantità adeguata in Ue, allineare i tempi di ETS e CBAM alla realtà industriale.
EFF e Assofond continueranno a lavorare, a livello europeo e nazionale, affinché politica industriale e politica climatica procedano nella stessa direzione, tutelando competitività e resilienza del sistema produttivo europeo.