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Componentistica auto: la crisi si fa sentire
24/11/2020

Nel 2020 si stima un calo del -17% sulla domanda mondiale di autoveicoli

I nuovi trend della mobilità, elettrico e ibrido in primis, la nascita del Gruppo Stellantis – frutto della fusione tra Psa e Fca – e le incertezze legate alla pandemia.
Sono questi i tre elementi che principalmente emergono dall’“Osservatorio sulla componentistica automotive italiana 2020”, realizzato congiuntamente dalla Camera di commercio di Torino, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (Anfia) e dal Center for Automotive and Mobility Innovation (Cami) del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

Il settore rappresenta quasi 2.200 aziende, per un fatturato complessivo che sfiora i 50 miliardi di euro l’anno e impiega oltre 160 mila addetti. Si tratta quindi una porzione importante del manifatturiero made in Italy, oltre che di eccellenza in fatto di tecnologia e design.

Tuttavia, la filiera mondiale dell’auto è in affanno. Lo era prima del Covid, adesso le criticità si sono aggravate. Sia la domanda che la produzione di autoveicoli, nel 2019 rispetto all’anno precedente, hanno registrato una contrazione: -4,5% la prima e -5,2% la seconda. Per il 2020, si prevede un crollo di 17 punti percentuali.

«Di fronte a questo scenario – ha osservato il Presidente della Camera di commercio di Torino Dario Gallinaè sempre più urgente strutturarsi e innovare. Il 29,5% delle imprese, sulla base dei prodotti che realizza, dichiara oggi di posizionarsi principalmente sul mercato dei nuovi veicoli con motorizzazioni elettrificate, anche accanto ad altri powertrain, con l’obiettivo di ritagliarsi un ruolo significativo in uno scacchiere internazionale in continua evoluzione. Di conseguenza, saranno fondamentali politiche industriali dedicate che traccino un percorso di trasformazione e innovazione a livello nazionale ma soprattutto europeo».

Per Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti Anfia, «la crisi Covid ha sorpreso una filiera automotive italiana alle prese con un rivoluzionario processo di riconversione industriale di forte impatto sull’assetto produttivo, sulle scelte di investimento e sulla riqualificazione degli operatori, complicandone ulteriormente il contesto. La componentistica è ancora più di prima chiamata a reagire a questa fase di incertezza rimodulando l’offerta e puntando sugli investimenti in ricerca e sviluppo, in risposta ai cambi di prospettiva della domanda e alle attese in termini di spinta innovativa».

Il rapporto completo e un'infografica riassuntiva sono disponibili sul sito web di Anfia.