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Confindustria: la manifattura sia al centro del Pnrr
25/11/2020

Audizione sulla manovra del DG, Francesca Mariotti, in Commissione Bilancio

Puntare sull’industria, per evitare di rinviare la ripresa al 2022. O peggio ancora di imboccare un declino economico irreversibile. È questo il messaggio trasmesso dal Direttore Generale di Confindustria, Francesca Mariotti, intervenuta in audizione nelle Commissioni congiunte Bilancio di Senato e Camera sul Ddl Bilancio.

A giudizio dell’Associazione, le misure espansive previste dalla manovra si limitano a contenere l’impatto economico-sociale della pandemia e a rilanciare gli investimenti una volta usciti dall’emergenza. Tuttavia, è evidente la debolezza degli interventi di lungo periodo, che vengono rinviati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

La Dg Mariotti ha evidenziato gli svantaggi dello spostamento della copertura delle midcap dal Fondo di Garanzia a SACE. Misura che, oltre a penalizzare le imprese con peggiori condizioni di accesso alla garanzia, le lascerà prive dello strumento agevolativo, una volta che scadrà il Temporary Framework sugli aiuti di Stato. “Al contrario – si legge nel documento presentato – andrebbe resa strutturale l’estensione della copertura del Fondo alle midcap”.

Confindustria insiste inoltre a sostenere la domanda nei settori più colpiti dalla crisi. Un caso prioritario riguarda il rinnovo degli incentivi all’automotive: le misure di sostegno dovrebbero rappresentare la base per costruire un piano nazionale sulla mobilità sostenibile.

Sono insufficienti poi gli interventi a sostegno dell’occupazione. Non si intravvedono infatti investimenti sulle competenze, necessarie per rispondere alla richiesta di figure professionali qualificate, né un chiaro disegno di potenziamento delle politiche attive del lavoro, in particolare in termini di reintroduzione dell’Assegno di ricollocazione. “Sarebbe opportuno – ha proposto Mariotti –quantomeno consolidare la formazione terziaria professionalizzante erogata dagli Its, con il duplice obiettivo di attivare percorsi di qualificazione e riqualificazione connessi all’industria 4.0".

Sulla base delle previsioni emerse dalla congiuntura flash del Centro Studi e tenendo conto delle considerazioni presentate in audizione, Confindustria chiede un confronto formale sulla proposta di Pnrr. Il Piano infatti è l’occasione per salvaguardare e rafforzare la leadership industriale dell’Italia. Dalla manifattura dipende il 35% dell’occupazione e il 50% degli investimenti in ricerca. La sua tenuta è quindi vitale per gli equilibri economico-sociale del Paese.

Per maggior dettagli, leggi qui l’intervento completo.