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Contratto metalmeccanici: riparte la trattativa
27/11/2020

Dopo l'interruzione delle trattative lo scorso ottobre, è ripreso ieri il confronto fra Federmeccanica e le organizzazioni sindacali per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale.

Federmeccanica ha presentato alle rappresentanze sindacali una proposta organica di rinnovo che, nelle parole del presidente Alberto Dal Poz "non tiene solo in considerazione la grave crisi contingente, ma è anche lo strumento di garanzia attraverso il quale imprese e lavoratori possono affrontare i profondi cambiamenti in atto nel nostro settore, nella sua organizzazione, nell'economia e nella società. Abbiamo scelto intenzionalmente di rimanere fedeli allo spirito innovatore di quattro anni fa: al contributo quantitativo sostenibile del trattamento retributivo, abbiamo aggiunto l'autentico salto di qualità costituito sia dalla riforma di un inquadramento professionale ormai superato dalla storia, sia dal miglioramento di tutti i capisaldi contenuti nel Rinnovamento contrattuale del 2016. Questa proposta offre una dimensione in più per affrontare le sfide che i nostri mercati ci richiedono".

"La nostra è una proposta che ha senso e sostanza ed è l'unica possibile in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo", afferma il presidente di Assistal, Angelo Carlini. "Non chiediamo ai lavoratori di fare sacrifici ma intendiamo realizzare miglioramenti delle condizioni di lavoro in ogni ambito, compatibilmente con il quadro economico difficilissimo di questo periodo, che ci accompagnerà ancora per molto tempo. Puntare sulla qualità dei contenuti contrattuali, sulla qualità delle relazioni è un imperativo perché si possa un domani non solo uscire dalla crisi, ma riprendere un percorso di crescita e sviluppo delle imprese, delle persone e più in generale del Paese. Ora - conclude Carlini - è necessario agire con responsabilità per fare un contratto che sia sostenibile, calato nella realtà e in continuità con il Rinnovamento contrattuale avviato nel 2016".

Nella proposta viene elevato l'elemento perequativo da 485 euro a 500 euro nel 2023 e per la metà (250 euro) continuerà ad andare a chi percepisce solo i
trattamenti contrattuali. Gli altri 250 euro andranno nel 2023 a chi non è interessato da Premi di risultato o da trattamenti economici collettivi, "sempre che l'azienda non si trovi in una condizione di crisi".
Grazie all'insieme delle misure i 
lavoratori senza premi di risultato o altri trattamenti economici collettivi aziendali potranno percepire fino a circa 85 euro nel 2023, si legge inoltre nella parte sul valore della proposta di Federmeccanica e Assistal per il contratto dei metalmeccanici.
Per quanto riguarda i Flexible benefit si passa da 200 a 250 euro annui; in totale 750 euro nel triennio 2021-2023. 
Sulla previdenza complementare si passa da un contributo aziendale del 2,0% al 2,2% per tutti. Per aver diritto a tale contributo i lavoratori dovranno versare un contributo pari allo 0,5% rispetto al precedente 1,2%. Per i nuovi iscritti con età inferiore ai 35 anni, il contributo a carico delle imprese passerà dal 2,0% al 2,5%.
Viene confermato il diritto alle 24 ore di formazione in tre anni per tutti i dipendenti e la creazione di Servizi alle imprese finanziato da un contributo una tantum delle aziende (che verseranno 1,5 euro per dipendente nel 2021).
Nel Fondo 
Mètasalute si prevede l'estensione dell'assistenza sanitaria ai pensionati che sono stati iscritti al fondo in maniera continuativa per almeno 2 anni prima di andare in pensione.

Il confronto tra Federmeccanica e Assistal ed i sindacati Fim, Fiom e Uilm proseguirà la prossima settimana: nuovi appuntamenti sono stati fissati per le le giornate dell'1, 2 e 3 dicembre e poi il 9 dicembre.