Presentato l’aggiornamento del Monitoring Report Deloitte: oltre l’80% degli indicatori senza miglioramenti
Si è svolto l’11 febbraio ad Anversa l’ultimo incontro della comunità dei firmatari della Dichiarazione di Anversa, l’iniziativa con cui l’industria europea chiede alle istituzioni UE azioni concrete e urgenti per ripristinare la competitività del sistema produttivo, tutelare l’occupazione e rendere sostenibile la transizione industriale.
All’European Industry Summit hanno partecipato oltre 500 rappresentanti dell’industria europea, lavoratori e decisori politici, tra cui la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, insieme a numerosi capi di Stato e di governo e membri delle istituzioni europee.
Tra i primi firmatari firmatari della Dichiarazione figura anche Assofond, a conferma del coinvolgimento del settore della fonderia nel confronto europeo sulle politiche industriali.
La Dichiarazione di Anversa
Lanciata nel febbraio 2024, la Dichiarazione di Anversa rappresenta un appello dell’industria europea ai leader politici per affrontare le criticità strutturali che penalizzano la competitività del manifatturiero, in particolare nei settori ad alta intensità energetica.
Il documento individua dieci pilastri fondamentali – tra cui energia, commercio, mercato unico, innovazione e accesso alle materie prime – come condizioni essenziali per garantire una transizione industriale coerente con gli obiettivi del Green Deal europeo.
A due anni dal lancio, tuttavia, il contesto appare in peggioramento: chiusure di siti produttivi, perdita di capacità industriale e riduzione degli investimenti stanno mettendo sotto pressione l’intero sistema manifatturiero europeo.
Gli esiti del meeting
Nel corso dell’incontro, i firmatari hanno ribadito che non può esistere un’Europa resiliente, sicura e competitiva senza una solida base industriale.
È stato sottolineato come solo circa l’11% delle raccomandazioni contenute nel Rapporto Draghi abbia finora trovato concreta attuazione e come il ritmo delle chiusure industriali e delle perdite occupazionali sia ormai senza precedenti.
L’industria europea chiede quindi che iniziative come il Clean Industrial Deal si traducano rapidamente in misure operative, con effetti tangibili già nel 2026, per arrestare l’erosione della capacità produttiva e salvaguardare posti di lavoro di qualità.
Il Monitoring Report di Deloitte
Nel corso del Summit è stato presentato il primo aggiornamento dell’Antwerp Declaration Monitoring Report, commissionato da Cefic e realizzato da Deloitte. Il report fornisce una valutazione annuale, basata su dati e indicatori misurabili, dello stato di avanzamento dei dieci pilastri della Dichiarazione.
I risultati evidenziano un quadro critico:
- 83% degli indicatori di competitività mostra stagnazione o peggioramento
- Solo 14% degli indicatori evidenzia un chiaro vantaggio competitivo dell’UE nel confronto internazionale
Tra le principali criticità emergono:
- Costi energetici ancora troppo elevati: nel 2025 il prezzo del gas in Europa è risultato 4,6 volte superiore a quello USA, mentre l’elettricità costa oltre il doppio rispetto a Cina, USA e India
- Ritardi nelle infrastrutture (reti, interconnessioni, CCS e idrogeno), con tempi di connessione fino al doppio rispetto agli Stati Uniti
- Eccesso di complessità regolatoria, che assorbe risorse crescenti delle imprese e rappresenta una barriera sempre più rilevante agli investimenti
- Finanziamenti insufficienti e frammentati, con fondi UE largamente sovrasottoscritti e forti disomogeneità tra Stati membri
- Domanda ancora debole per prodotti low-carbon e “Made in Europe”, nonostante il grande potenziale rappresentato dagli appalti pubblici
- Dipendenza strutturale dalle materie prime critiche e difficoltà nello sviluppo di filiere domestiche
- Ritardi nell’innovazione, con performance inferiori rispetto a Stati Uniti e Cina su brevetti, venture capital e scalabilità delle tecnologie
Il report segnala anche un’evoluzione del dibattito politico europeo e individua nell’Industrial Accelerator Act un potenziale strumento per migliorare le condizioni di contesto, una volta pienamente attuato.
Il testo integrale del report è disponibile a questo link.
Le richieste all’Unione europea
Alla luce dei risultati del Monitoring Report, i firmatari della Dichiarazione di Anversa chiedono all’Unione europea un pacchetto di misure industriali d’emergenza, articolato su tre direttrici principali:
- Riduzione dei costi dell’energia e della C02, intervenendo non solo sui prezzi delle materie prime ma anche sugli oneri regolatori
- Garantire condizioni di concorrenza eque e accesso ai finanziamenti, rafforzando gli strumenti contro le pratiche commerciali sleali e proteggendo l’industria europea dal carbon leakage
- Stimolare la domanda di prodotti europei, attraverso appalti pubblici verdi, iniziative dei grandi buyer e strumenti che consentano a imprese e consumatori di scegliere prodotti net-zero e circolari basati su criteri ambientali trasparenti
L’appello finale è chiaro: senza un’azione rapida, coordinata e incisiva, l’Europa rischia una perdita strutturale di competitività industriale, con conseguenze dirette su occupazione, investimenti e autonomia strategica. Salvare l'industria europea non è una scelta rinviabile.