Confindustria: il calo del petrolio non rilancia la crescita. Il Pnrr sostiene gli investimenti
L'economia italiana resta ferma nel secondo trimestre del 2026. Secondo la nuova Congiuntura flash del Centro Studi Confindustria, la discesa del prezzo del petrolio ai livelli pre-conflitto non è sufficiente a compensare gli effetti dell'inflazione, risalita al 3,2%, e del nuovo rialzo dei tassi d'interesse da parte della Bce. Il credito più costoso rischia di rallentare consumi e investimenti privati, mentre il turismo internazionale mostra una brusca frenata dopo mesi di crescita. Tiene invece il comparto industriale, sostenuto dagli investimenti legati al Pnrr. Le prospettive migliorano in vista del terzo trimestre, ma lo scenario resta condizionato dall'elevata incertezza internazionale e dall'evoluzione dei prezzi dell'energia.