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Federmeccanica ottimista, ma preoccupa costo e reperibilità materie prime
10/06/2021

Presentata la 158a indagine congiunturale sul settore metalmeccanico

 

«Al netto dei costi e della reperibilità delle materie prime, come pure della difficoltà a trovare profili professionali qualificati, per il futuro ci aspettiamo un significativo miglioramento, a livello macro economico. Già nei prossimi mesi potremmo recuperare quasi integralmente e tornare ai livelli precedenti la pandemia». Lo ha spiegato Angelo Megaro, direttore del Centro Studi di Federmeccanica, presentando la 158a indagine congiunturale. Le imprese prospettano ulteriori recuperi dell'attività produttiva, anche se permane un clima d'incertezza strettamente connesso all'evoluzione della pandemia e della campagna vaccinale, nonché al problema della reperibilità e dei costi delle materie prime. Il 53% delle imprese intervistate dichiara, infatti, un portafoglio ordini in miglioramento, il 42% prevede incrementi di produzione, mentre il 16% ritiene di dover aumentare, nel corso dei prossimi sei mesi, gli attuali livelli occupazionali, rispetto all'8% che ritiene invece di doverli diminuire.
Già a marzo, in occasione della scorsa congiunturale, Federmeccanica aveva posto l'accento sulla dinamica dei prezzi delle materie prime e le difficoltà di approvvigionamento. Oggi, dai dati raccolti, risulta che la gran parte delle imprese partecipanti all'indagine (84%) ha risentito del rincaro dei prezzi dei metalli e dei semilavorati in metallo utilizzati nei processi produttivi e l'incremento dei costi di produzione nel 60% dei casi determinerà sia un aumento dei prezzi di vendita sia una riduzione dei margini di profitto. Il 54% delle imprese ha, inoltre, dichiarato di avere difficoltà di approvvigionamento dei metalli e semilavorati in metallo a causa della loro scarsità sul mercato e in alcuni casi anche per la bassa qualità dell'offerta.

 

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