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GreenItaly 2020: metallurgia al top per il riciclo
20/11/2020

Secondo il rapporto GreenItaly 2020, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, sono numerosi in Italia i punti di eccellenza nell'ambito della filiera del riciclo, ossia le attività che permettono di riutilizzare i rifiuti come materia seconda

Complessivamente - si legge nel rapporto - «la sostituzione di materia seconda nell’economia italiana comporta un beneficio – un risparmio potenziale – pari a 23 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep) e a 63 milioni di tonnellate di CO2. Si tratta di valori equivalenti rispettivamente al 14,6 % della domanda interna di energia (157 milioni di Tep nel 2018) e al 14,8% delle emissioni climalteranti totali del 2018 (428 milioni di tonnellate di CO2 equivalente)».

I benefici maggiori - sottolinea ancora il rapporto di Symbola - «derivano dalle lavorazioni siderurgiche e metallurgiche. In particolare, acciaio e alluminio (ormai quasi integralmente basati su rottami) determinano rispettivamente il 59% e il 22% delle minori emissioni di CO2 e il 60% e il 13% dei risparmi di consumi energetici». 

Il rapporto evidenzia, inoltre, i progressi compiuti dalla manifattura italiana negli ultimi anni, e in particolare dai settori della lavorazione dei metalli, nel sostituire le materie prime "tradizionali" con materiali derivanti dal riciclo: «Per quanto l’importanza delle materie seconde per l’industria italiana sia un tratto storico – connesso alla penuria di materie prime –, si deve anche osservare che nel corso degli anni vi è stata una crescita rilevante del tasso di impiego e anche una conversione di taluni settori industriali, in particolare il settore siderurgico e metallurgico».

L’Italia, viene sottolineato ancora nel testo, «è un vero leader europeo nel riciclo dei rifiuti e nell’economia circolare. È usuale pensare che questi buoni risultati dipendano dalla storica povertà di materie prime e risorse energetiche dell’Italia. È così solo in parte». Per l’Italia, infatti, il miglioramento «è connesso alla forte riduzione del consumo di minerali non metallici, dei metalli (effetto sia del maggiore riciclo che della contrazione della produzione di acciaio) e dei combustibili (effetto della crescita delle rinnovabili)».