Indietro Iperammortamento 2026: un'opportunità strategica per le fonderie

Iperammortamento 2026: un'opportunità strategica per le fonderie
contenuto sponsorizzato
23/07/2026

Il meccanismo richiede una pianificazione accurata per essere sfruttato al massimo: ecco come fare

Negli ultimi anni le fonderie italiane hanno imparato a conoscere bene il mondo degli incentivi agli investimenti industriali: dall’Industria 4.0 ai crediti d'imposta Transizione 5.0, ogni ciclo normativo ha offerto opportunità concrete ma anche complessità operative crescenti. Con la Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199 del 30 dicembre 2025) si apre un nuovo capitolo: il ritorno dell'iperammortamento.
Addio ai crediti d'imposta compensabili in F24, torna la maggiorazione fiscale del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi. Un meccanismo più semplice da capire, ma che richiede una pianificazione accurata per essere sfruttato al massimo.

Come funziona la maggiorazione
L'iperammortamento agisce sulla base imponibile IRES o IRPEF: il costo del bene strumentale viene maggiorato di una percentuale fissa, e la deduzione fiscale si distribuisce lungo tutta la vita utile del bene. Non è quindi un beneficio immediato come il credito d'imposta, ma produce un risparmio fiscale certo e proporzionale al reddito imponibile dell'impresa.

Le aliquote di maggiorazione previste dalla legge sono le seguenti:

Fascia di investimento           Maggiorazione    Risparmio IRES stimato (24%)
Fino a 2,5 M€                            +180%                     43,2%
Oltre 2,5 M€ fino a 10 M€        +100%                     24,0%
Oltre 10 M€ fino a 20 M€         +50%                       12,0%

Il tetto massimo di investimento agevolabile è 20 milioni di euro per periodo d'imposta. Rispetto alle prime bozze circolate, la versione definitiva della norma non ha introdotto maggiorazioni aggiuntive per investimenti a risparmio energetico: si applica un'unica aliquota per fascia, indipendentemente dall'efficientamento conseguito.

Cosa si può incentivare in una fonderia
I beni agevolabili appartengono a due categorie. La prima comprende i beni strumentali nuovi elencati nei nuovi Allegati IV e V della legge (che aggiornano i vecchi Allegati A e B di Industria 4.0): macchinari e impianti a controllo numerico, robot, sistemi di sensorizzazione e automazione, software MES, piattaforme IoT, strumenti di intelligenza artificiale applicata alla produzione. Condizione necessaria: il bene deve essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione.
La seconda categoria, particolarmente rilevante per le fonderie, riguarda i beni materiali nuovi per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo. Rientrano in questa categoria gli impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo dell'energia elettrica (il cui valore agevolabile è calcolato applicando un coefficiente, variabile per fonte e fascia di potenza, al valore agevolabile dell'impianto di generazione a cui sono asserviti — es. per il fotovoltaico, coefficiente 2 fino a 20 kW e 1 oltre i 1.000 kW) e gli impianti per la produzione di calore di processo da fonti rinnovabili. Questi investimenti, combinati con un piano di riduzione dei consumi, possono abbassare significativamente il costo energetico per tonnellata prodotta.

Addio al vincolo Made in UE
La Legge di Bilancio aveva introdotto un requisito che aveva fatto discutere: i beni strumentali dovevano essere prodotti in Europa o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo. Una limitazione difficile da accettare per chi acquista macchinari di provenienza asiatica o americana.
Il vincolo è stato effettivamente soppresso: il decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito con la legge 22 maggio 2026, n. 88, ha modificato l'articolo 1, comma 427, della legge n. 199/2025 eliminando il riferimento ai beni prodotti in UE o nello Spazio Economico Europeo. Il decreto attuativo, ora vigente, non contiene infatti alcun requisito di origine geografica dei beni. Una buona notizia per le fonderie, che potranno accedere all'incentivo indipendentemente dalla provenienza dei macchinari acquistati. 
Resta invece una disciplina specifica per gli impianti fotovoltaici: i moduli agevolabili devono appartenere alle categorie B o C del Registro ENEA, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Una distinzione importante da considerare nella pianificazione degli investimenti.

Come si accede all'incentivo
L'accesso all'iperammortamento avviene tramite la piattaforma telematica del GSE (Area Clienti, accessibile con SPID/CIE), con tre comunicazioni principali legate al singolo investimento. È fondamentale presentare la comunicazione preventiva prima di assumere impegni vincolanti o avviare l'investimento: solo dopo tale adempimento sarà possibile procedere mantenendo i requisiti per l'accesso all'agevolazione. Segue quindi una comunicazione di conferma entro 60 giorni dall'esito positivo del GSE (corredata dalla prova del pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo), e una comunicazione di completamento da inviare entro il 15 novembre 2028. A queste si aggiungono, per tutta la durata di fruizione del beneficio, due comunicazioni periodiche annuali: entro il 20 gennaio di ciascun anno (investimenti effettuati, costi sostenuti e previsione di utilizzo) ed entro il successivo 30 giugno (piano di ammortamento con le quote di maggiorazione imputate a ciascun esercizio), un adempimento che prosegue ben oltre il completamento dell'investimento.
È inoltre obbligatoria una perizia tecnica asseverata, rilasciata da un ingegnere o perito industriale iscritti al relativo albo (o un'attestazione di un ente di certificazione accreditato), a comprova delle caratteristiche tecniche dei beni e della loro interconnessione. La piattaforma del GSE per l'invio delle comunicazioni è operativa dal 12 giugno 2026.

Perché è importante pianificare già adesso
La finestra di investimento è ampia, dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, ma l'esperienza con la Transizione 5.0 ha dimostrato che chi aspetta l'ultimo momento rischia di non riuscire a strutturare correttamente la pratica. La documentazione tecnica, le perizie asseverate e la verifica dell'interconnettibilità dei beni richiedono tempo.

Per le fonderie i passi prioritari sono:

  • verificare che i beni pianificati rientrino negli Allegati IV o V
  • raccogliere la documentazione tecnica e fiscale a supporto
  • (nel caso di investimenti in autoproduzione energetica) effettuare un'analisi dei consumi per rispettare il limite di producibilità fissato al 105% dei consumi medi annui.

Chi ha già prenotato beni 4.0 entro il 31 dicembre 2025 (con acconto ≥ 20%) deve inoltre valutare se mantenere il vecchio credito d'imposta o passare all'iperammortamento, perché i due strumenti non sono cumulabili sugli stessi beni.
Il segnale normativo è chiaro: il 2026 premia chi investe in tecnologia e autoproduzione energetica. Per le fonderie questa è un'occasione concreta di ridurre i costi strutturali e modernizzare gli impianti con il supporto dello Stato.

Come fare: il supporto di ORA Energy Solutions
ORA Energy Solutions è specializzata nell'accompagnamento delle imprese manifatturiere nell'accesso agli strumenti di finanza agevolata per la transizione energetica e digitale ed è a disposizione delle imprese associate ad Assofond per una valutazione preliminare gratuita di fattibilità e per supportare l'intero iter di candidatura, dalla raccolta documentale fino alla rendicontazione finale.

Contatti:

ORA Energy Solutions | info@oraes.it | davide.caprino@oraes.it