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angle-left Macchine utensili: Ucimu stima +22% per il 2021
Macchine utensili: Ucimu stima +22% per il 2021
29/09/2021

Colombo: «Buone le previsioni anche del 2022».Dal 4 ottobre al via Emo Milano 2021

La produzione italiana di macchine utensili, robot automazione crescerà nel 2021 del 22%, a 6,3 miliardi di euro. È quanto emerge dalle stime del Centro Studi di Ucimu. «Abbiamo dovuto rivedere le previsioni di chiusura del 2021, presentate in occasione dell’assemblea dell’associazione del luglio scorso, perché non erano più aderenti alla realtà». Ha detto Barbara Colombo, presidente di Ucimu. «I riscontri ottenuti danno un outlook positivo non solo per la chiusura del 2021, ma anche per i primi mesi del 2022».

I dati sono stati illustrati nel corso della presentazione di Emo Milano 2021, la mostra mondiale dell’industria costruttrice di macchine utensili, robot, automazione, tecnologie digitali e additive, in programma, a Fieramilano Rho, dal 4 al 9 ottobre. L’evento rappresenta il primo appuntamento espositivo di caratura internazionale per il settore dopo quasi due anni di stop. Ritenuta un appuntamento di riferimento per gli operatori internazionali dell’industria manifatturiera, la manifestazione conta 700 espositori, da 34 paesi, il 60% dei quali esteri.

Le previsioni di Ucimu sono il frutto sia dell’ottimo andamento delle consegne dei costruttori italiani sia dell’export che raggiungerà il valore di 3,4 miliardi, il 19% in più rispetto al dato 2020. Nei primi sei mesi del 2021 (ultimo dato disponibile), principali Paesi di destinazione dell’offerta italiana di macchine utensili sono risultati: Germania (+64,4%), Stati Uniti (+8,7%), Cina (-16,5%), Polonia (+77,8%) e Francia (+1,6%). Decisamente vivace è la domanda italiana come dimostra il dato di consumo che dovrebbe attestarsi a 4,6 miliardi di euro, il 28% in più rispetto al 2020. Questo risultato farà da traino sia per le consegne dei costruttori in Italia – che segneranno, infatti, un incremento del 25%, attestandosi a 2,9 miliardi di euro – sia per le importazioni che cresceranno del 33%, attestandosi a 1,7 miliardi di euro.