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Confindustria: Italia in bilico anche nel 2020
7/10/2019

Il Centro Studi Confindustria conferma la stagnazione dell’economia italiana

Il Centro Studi Confindustria conferma la sostanziale stagnazione dell’economia italiana, già delineata nelle previsioni di primavera. Più che in passato, molto dipenderà dalle scelte di politica economica e in particolare da come il Parlamento italiano modificherà l’attuale legislazione, che prevede un aumento dell’IVA e delle accise per 23,1 miliardi di euro a partire dal 1° gennaio 2020.

In uno scenario a “politiche invariate”, includendo il rialzo di IVA e accise e le spese indifferibili, il PIL rimarrà fermo non solo nel 2019 ma anche nel
2020. Se invece l’aumento delle imposte indirette venisse annullato e finanziato interamente a deficit, il PIL crescerebbe dello 0,4% nel 2020, ma il rapporto deficit/PIL sarebbe pericolosamente vicino al 3%.

"I numeri fanno riferimento - ha detto la DG Marcella Panucci - a una manovra che non può che essere cauta date le risorse disponibili. Noi condividiamo però l'approccio responsabile del governo di declinare interventi su un piano triennale e mantenere l`equilibrio dei conti pubblici proprio per sostenere la nostra credibilità e fiducia. Quello che più serve sono investimenti pubblici e lo sblocco delle infrastrutture. Gli obiettivi del governo però devono declinarli su tre anni e fondarsi su risorse importanti da investire su questi capitoli. Un pia no triennale, con un punto di partenza e uno di arrivo, che rafforzi gli interventi previsti".

Per leggere la versione integrale del Rapporto CSC e la sintesi potete cliccare su questo link http://bit.ly/Rapporto_CSC_ott19