Indietro Rinnovabili e auto green, Urso a Bruxelles: «Aggiustare le norme per essere competitivi»

Rinnovabili e auto green, Urso a Bruxelles: «Aggiustare le norme per essere competitivi»
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29/01/2026

La revisione del dossier è strategica per l'export extra-Ue

La visita di due giorni, del ministro Urso a Bruxelles questa settimana, riapre il dossier europeo sulla decarbonizzazione. La retromarcia della Commissione, a metà dicembre scorso, ha lasciato insoddisfatti i governi quanto anche le filiere produttive. Da qui l’obiettivo del responsabile del Mimt di sensibilizzare la delegazione italiana su alcuni elementi imprescindibili affinché l’auto europea, quindi non solo Made in Italy, torni a viaggiare sulle strade del mondo. India compresa, visto che è stata proprio l’auto a fare da perno all’accordo siglato, anch’esso in settimana, da von der Leyen e Costa a Delhi. L’Europa vuole mettere la sua bandiera in un mercato dalle potenzialità straordinarie. Il terzo per volumi di vendite, dopo Cina e Usa, con trend di crescita di 6 milioni di immatricolazioni entro il 2030. Tuttavia, non basterà il taglio del 40% delle tariffe ai veicoli importati – come promesso da Modi – se si vuole tenere testa ai brand locali e giapponesi e senza che si metta davvero mano alle norme ambientali imposte da Bruxelles. 
È per questo che l’impegno del ministro italiano assume il respiro comunitario. Convincere i nostri europarlamentari a stare dalla parte delle imprese connazionali vuol dire fare anche un favore ai partner tedeschi e francesi. «Il 2026 sarà l’anno delle riforme in Europa – ha detto Urso – e l’Italia può assumere un ruolo da protagonista nelle scelte che determineranno il futuro del nostro Continente. Serve una linea chiara e pragmatica, senza rigidità ideologiche, che l’Italia è pronta a indicare per coniugare transizione e competitività industriale». 
All’atto pratico, Urso ha insistito sulla necessità di raggiungere la piena neutralità tecnologica per l’ecosistema. Lo scoglio di “zero emission 2050” è ancora in vigore. Gli obiettivi intermedi da un lato hanno diluito la rigidità del Green deal, dall’altro hanno reso le cose più complesse per le imprese. Senza un chiaro mix energetico, l’industria europea resterà comunque dipendente – sotto ricatto, se si vuol esser più brutali – da fornitori extra-Ue. E non si tratta solo degli idrocarburi. L’apertura ai carburanti rinnovabili, infatti, legata ai soli veicoli elettrici plug in non è sufficiente, va estesa a tutte le tipologie di motorizzazione e fin da subito. Questo proprio perché non si può ragionare convinti di essere l’ombelico del mondo. Le case d’auto hanno scritto la storia della motorizzazione mondiale. Adesso sono diventate sempre più un bene di lusso. L’India insegna come sia necessario aggredire segmenti di clienti interessati a veicoli di taglia più piccola.

di Antonio Picasso

Da il Riformista del 28 gennaio 2026 (Link)