Il Rapporto di Previsione Confindustria Primavera 2026 segnala rischi al ribasso per il PIL e l’export
Il prolungarsi del conflitto in Medio Oriente e le tensioni sui mercati energetici e commerciali stanno comprimendo le prospettive di crescita dell’Italia. È quanto emerge dall'ultimo Rapporto di Previsione realizzato del Centro Studi Confindustria.
Secondo le simulazioni, il PIL 2026 potrebbe crescere dello 0,5% nello scenario di base, fermarsi in stagnazione nello scenario intermedio e ridursi fino a -0,7% nello scenario più avverso, con impatti significativi su consumi, investimenti ed export. In particolare, le barriere commerciali con gli Stati Uniti potrebbero far registrare perdite fino a 16 miliardi di euro per l’export italiano.
Per far fronte a queste criticità, Confindustria individua alcune contromisure strategiche: contenere gli effetti dello shock energetico, salvaguardare la competitività del sistema produttivo, rafforzare gli investimenti industriali e puntare su settori chiave come difesa e aerospazio. Un aumento della spesa nazionale per la difesa orientato a investimenti e produzione interna potrebbe generare un impatto positivo sul PIL fino a +3% cumulato.
In questo contesto, la diversificazione dei mercati e la resilienza delle filiere produttive diventano strumenti essenziali per proteggere le imprese italiane dagli scenari più avversi e sostenere la crescita futura.