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Indietro Fonderie a due velocità: nel quarto trimestre 2025 tengono ghisa e acciaio, male i non ferrosi. In vista il quarto anno consecutivo di calo della produzione

Fonderie a due velocità: nel quarto trimestre 2025 tengono ghisa e acciaio, male i non ferrosi. In vista il quarto anno consecutivo di calo della produzione
congiuntura dati trimestrali
19/02/2026

Rimbalzo tecnico trainato dai ferrosi, ma il pesante passivo accumulato nella prima parte dell'anno impedisce di raggiungere i livelli del già molto negativo 2024. Zanardi: «Scenario ancora incerto, troppe incognite nel breve periodo»

Milano, 19 febbraio 2026 – Il settore delle fonderie chiude l'anno con un trimestre di parziale recupero, sebbene la ripresa appaia disomogenea tra i diversi comparti e ancora condizionata dalle perdite registrate nella prima parte dell'anno. L’ultima indagine congiunturale del Centro Studi di Assofond – l’associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane – sul periodo ottobre-dicembre 2025 evidenzia una produzione in crescita congiunturale del +5,8% rispetto al trimestre precedente e in aumento tendenziale del +5,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nonostante questo piccolo rimbalzo, i volumi complessivi difficilmente arriveranno a pareggiare quelli del 2024 (già in forte calo rispetto agli anni precedenti) a causa del pesante gap accumulato durante un primo semestre particolarmente difficile.

«I dati del quarto trimestre – sottolinea il presidente di Assofond, Fabio Zanardimostrano che il nostro settore sta provando a reagire. Tuttavia, le fonderie e la manifattura in generale stanno vivendo un momento di profonda tensione e contraddizione. Oggi alle aziende energivore si chiede di investire e decarbonizzare, mentre mancano condizioni minime di competitività: energia a costi sostenibili, regole stabili e strumenti europei efficaci. Il CBAM, ad esempio, sta generando incertezza e tensioni sui mercati delle materie prime, mentre non ci protegge dalla concorrenza extraeuropea: così com’è ora non funziona, anzi è dannoso. Abbiamo presentato al MIMIT, in occasione del recente tavolo delle industrie energivore, un dossier con i principali interventi urgenti e non più rinviabili che abbiamo chiesto di portare, come sistema Paese, alle Istituzioni europee. Per preservare l’industria europea serve agire immediatamente».

Produzione e fatturato: dinamiche generali e settoriali

Alla crescita della produzione (+5,8% rispetto al trimestre precedente e +5,7% rispetto allo stesso periodo del 2024) si accompagna una dinamica positiva anche per il fatturato, seppur con valori più attenuati: +4,1% su base congiunturale e +4,7% su base tendenziale. Tuttavia, questi segnali vanno letti con estrema cautela: la parziale ripresa, iniziata timidamente nel terzo trimestre, non è sufficientemente robusta se osservata nel quadro complessivo annuale.

Disaggregando il campione nei due raggruppamenti principali (fonderie di metalli ferrosi e non ferrosi), si notano tendenze completamente opposte, che confermano la precarietà della situazione.

Le fonderie ferrose sono l’unico motore del rimbalzo: la produzione segna un +8,9% rispetto al trimestre precedente e un +8,6% a livello tendenziale rispetto al quarto trimestre 2024. Anche il fatturato riflette questa dinamica espansiva con un aumento dell'8,1% sul trimestre precedente e dell’8,4% tendenziale.

Le fonderie non ferrose, al contrario, rimangono in sofferenza, e chiudono il 2025 senza aver mai registrato un trend positivo durante l'anno. Nel quarto trimestre la produzione cala del -2,6% a livello congiunturale e del -2,4% tendenziale. Ancora più marcata la contrazione del fatturato, che scende del -5,6% rispetto al trimestre precedente e del -4,6% rispetto al T4 2024.

Sentiment delle imprese e motivazioni dei trend

Analizzando le cause delle variazioni produttive, il 56,7% del campione ha indicato un aumento congiunturale della produzione nel Q4 2025: un dato, tuttavia, che la maggioranza assoluta dei rispondenti (60,9%) imputa semplicemente a un maggior numero di giorni lavorati rispetto al trimestre precedente. Il 30,4% delle imprese segnala invece un effettivo aumento della domanda e il 4,3% l'accesso a nuovi mercati o clienti. Al contrario, tra le aziende che hanno registrato una diminuzione della produzione (26,7% del campione), le cause predominanti rimangono le difficoltà di mercato, citate dall'87,5% degli intervistati.

La situazione di incertezza generale è confermata dai risultati dell’indagine sulla fiducia. A fine 2025 il giudizio delle imprese sul periodo di riferimento è stabile: l’indice che misura il sentiment (indice Act) si è attestato a 52,1 punti, valore superiore alla soglia di sufficienza (50 punti), ma stazionario rispetto a novembre. L’indice Six, che invece misura le aspettative per i prossimi sei mesi, si colloca a 53,1 punti. Anch’esso rimane sopra la soglia di sufficienza, ma mostra un lieve calo rispetto al mese precedente.

Lavoro: continua la ricerca di personale specializzato

Nonostante il periodo complesso, le fonderie italiane continuano a investire nelle risorse umane. Nel secondo semestre del 2025, l'83,3% delle aziende ha effettuato ricerche di personale. La domanda si concentra principalmente su operai specializzati (che rappresentano il 45% delle ricerche) e, in seconda istanza, su operai non specializzati (35%). Tuttavia, il mismatch tra domanda e offerta resta un tema rilevante: solo il 40% delle aziende si dichiara pienamente soddisfatto dell'esito della ricerca, mentre il 56% riporta una soddisfazione solo parziale.