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Indietro Iran, fonderie preoccupate dalla volatilità dei prezzi di gas ed energia elettrica

Iran, fonderie preoccupate dalla volatilità dei prezzi di gas ed energia elettrica
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05/03/2026

Il presidente di Assofond Fabio Zanardi: «L'Ue, e di conseguenza l'Italia, paga ancora una volta la sua fragilità energetica»

«Ancora una volta le imprese europee si trovano a pagare il conto di una crisi internazionale, come è accaduto con la guerra in Ucraina e con gli atti di pirateria nello stretto di Aden. Un conto che si misura in caro-energia, rischi di nuove strozzature degli approvvigionamenti di petrolio, carburanti e gas, speculazioni su materie prime strategiche per la nostra industria.
Prima dell'inizio del conflitto, il gas naturale viaggiava intorno ai 31 euro al megawattora. Oggi sfiora i 60 euro. E, come ben sappiamo, questa fiammata si ripercuoterà sull’energia elettrica, dato che il sistema del prezzo marginale fa sì che tutta l'energia - inclusa quella rinnovabile - venga pagata al prezzo dell'offerta più cara: un meccanismo del quale denunciamo le storture fin dalla crisi energetica del 2021 ma che, a distanza di cinque anni, non si è ancora avuto il coraggio di cambiare.
Purtroppo, ancora una volta, l’Unione europea, e di conseguenza l’Italia, non sembrano avere gli strumenti adeguati a contenere queste ricadute o prevenire le minacce. Manca una strategia che preveda un “Piano B”, fatto di supply chain alternative, politiche energetiche adeguate a garantire forniture certe e a prezzi accessibili e accordi durevoli con altri mercati. Queste dovrebbero essere le vere priorità su cui concentrarsi in un contesto geopolitico come quello che stiamo vivendo, anziché continuare a escogitare complessi strumenti di autotassazione come il CBAM.
Se è vero che siamo di fronte a un nuovo ordine mondiale, le istituzioni comunitarie e nazionali devono assumersi la responsabilità di definirne l’identità anche a beneficio dei soggetti economici che, da sempre, garantiscono prosperità e sviluppo al nostro continente. La politica estera e la politica industriale devono andare di pari passo
».
Così Fabio Zanardi, presidente di Assofond, l’associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane, esprime la sua preoccupazione in merito alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sul mercato globale dell’energia.