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AGCM-Assofond, Confindustria interviene nel giudizio a sostegno del ricorso al TAR
31/03/2026

Confindustria si è costituita ad adiuvandum in un giudizio per l'annullamento di un provvedimento sanzionatorio dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Confindustria si è costituita ad adiuvandum nel giudizio promosso da Assofond davanti al TAR del Lazio, contro il provvedimento adottato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il 22 dicembre 2025, con il quale è stata comminata alla stessa Assofond una sanzione di 2 milioni di euro per una presunta intesa anticoncorrenziale nel mercato dei getti di ghisa.
 
Il caso pone almeno tre questioni giuridiche ed economiche che trascendono la singola vicenda e investono il ruolo e la stessa sopravvivenza delle associazioni di categoria nel sistema industriale italiano, come evidenziato nell’atto di intervento di Confindustria, predisposto dal Prof. Fabio Cintioli e dall’Avv. Sacha D’Ecclesiis:

  1. Il requisito della "consistenza" dell'intesa. La giurisprudenza amministrativa consolidata stabilisce con chiarezza che, quando una presunta intesa rappresenta una quota di mercato non superiore al 30%, essa non può produrre un apprezzabile effetto anticoncorrenziale, essendo il restante 70% del mercato strutturalmente in grado di soddisfare la domanda in piena autonomia e concorrenza. Le fonderie coinvolte rappresentano appunto circa il 30% di un mercato nazionale che però è, a sua volta, una frazione di quello europeo e mondiale. In questo quadro, configurare un cartello anticoncorrenziale dotato di effettiva capacità lesiva appare difficilmente sostenibile.
     
  2. La proporzionalità delle sanzioni alle associazioni. Il caso è il primo in Italia in cui vengono applicate a un'associazione di categoria le nuove e più severe regole sanzionatorie introdotte dal recepimento della Direttiva ECN+ (Direttiva UE 2019/1), che hanno radicalmente cambiato il quadro normativo. I nuovi criteri consentono all'Autorità di ancorare la multa non al fatturato dell'associazione stessa, ma a quello aggregato delle imprese associate, con un effetto potenzialmente devastante per qualsiasi ente che, per sua natura, non genera ricavi commerciali propri. L'applicazione dei criteri sanzionatori vigenti senza adeguata ponderazione della capacità economico-finanziaria delle associazioni rischia di minare la loro stessa sopravvivenza e, con essa, il principio costituzionale di libertà associativa delle imprese.
     
  3. Il contesto economico e la concorrenza internazionale. Le decisioni dell’Autorità penalizzano ulteriormente un settore che opera in un contesto economico di grande complessità: le fonderie sono imprese energivore che, al pari di tutta l’industria italiana, scontano un costo dell'energia superiore di circa il 30% rispetto alla media europea e che fronteggiano la concorrenza di produttori extra UE soggetti a molti meno vincoli di quelli italiani e spesso beneficiari di sussidi pubblici. Uno scenario che già di per sé esercita forti pressioni sulla competitività di comparti vitali per il nostro sistema industriale, come quello delle fonderie.