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Transizione 5.0, Assofond: «Alle imprese servono certezze»
3/04/2026

Un quadro chiaro, coerente e duraturo è necessario per programmare gli investimenti

Si è conclusa con il ripristino del credito d'imposta (ancorché al 100% solo sugli impianti fotovoltaici ad alta efficienza, mentre solo al 90% sui beni strumentali), la vicenda legata al piano Transizione 5.0 che, nelle ultime ore, aveva generato forte preoccupazione tra le imprese manifatturiere italiane, comprese le fonderie.

Nel corso dell’ultimo incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il Governo ha infatti rivisto le decisioni iniziali, restituendo alle aziende un quadro più rassicurante, garantendo anche il potenziamento dell'iperammortamento, che passa da 8,3 a 9,7 miliardi. 
Resta ora fondamentale che agli impegni annunciati seguano rapidamente atti concreti, a partire dai decreti attuativi, indispensabili per chiarire modalità operative, strumenti e continuità della politica industriale.

«Il ripristino delle risorse è un segnale importante e necessario, che accogliamo con favore – commenta il presidente di Assofond, Fabio Zanardi. Le fonderie italiane stanno affrontando una fase complessa, tra rallentamento della domanda e transizione tecnologica ed energetica, e hanno bisogno di strumenti stabili per sostenere gli investimenti. Allo stesso tempo, questa vicenda evidenzia quanto sia cruciale garantire certezza delle regole e affidabilità delle decisioni pubbliche. Anche nel 2026, pur con tutte le “ammonizioni” del 2025 dopo la travagliata esperienza con il 5.0, è stato fatto purtroppo lo stesso errore: annuncio di misure in attesa di coperture e di attuazioni quando le precedenti sono già scadute. La mossa più efficace per bloccare gli investimenti a tempo indeterminato. Le imprese non possono essere esposte a cambiamenti improvvisi o a incertezze che rischiano di bloccare i piani di sviluppo: non solo bisogna attuare quanto già annunciato, ma assicurarsi di non incappare più in errori del genere. Ora è essenziale che il Governo dia seguito rapidamente agli impegni presi, definendo un quadro chiaro, coerente e duraturo. Solo così sarà possibile accompagnare concretamente il percorso di innovazione e sostenibilità del nostro settore e, più in generale, dell’intero sistema manifatturiero».

In un contesto economico già caratterizzato da segnali di rallentamento, la stabilità delle politiche industriali rappresenta un elemento decisivo per rafforzare la fiducia delle imprese e sostenere la competitività del Paese.